Acquistare gioielli online: i tipi di oro e le sue caratteristiche

É cosa nota il fatto che l’oro sia il metallo prezioso per eccellenza, ma quando si parla di “oro” si può far riferimento a una materia prima dalle caratteristiche più disparate.
Alla luce di questo, dunque, come si può distinguere l’oro?
Per rispondere a questa domanda è anzitutto molto importante menzionare la legge 7/2000 relativa al mercato dell’oro, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000.
In questa legge vengono fatte delle distinzioni molto importanti che consentono di specificare 3 grandi categorie di oro nel quale è possibile collocare le diverse tipologie di questo metallo prezioso.
Le categorie in questione corrispondono all’oro da investimento, al cosiddetto materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale e all’oro da gioielleria, ornamentale o destinato ad altro tipo di utilizzo.
Scopriamole subito nel dettaglio.

Oro da investimento

Il cosiddetto oro da investimento è una tipologia di oro contraddistinta da un livello di purezza molto elevato, e tale materia prima viene appunto acquistata e custodita al fine di potersi assicurare dei guadagni speculativi nel corso del tempo.
Come specificato nella legge 7/2000, affinché l’oro da investimento possa essere definito tale deve contraddistinguersi per un livello di purezza pari o superiore a 995 millesimi e deve essere custodito sotto forma di lingotti o placchette dal peso superiore a un grammo.
A rientrare in questa categoria sono anche le monete d’oro coniate dopo il 1800 di purezza pari o superiore a 900 millesimi, a condizione che abbiano avuto un regolare corso legale nel Paese di emissione.
Tali monete devono essere vendute a un prezzo non superiore all’80% rispetto al valore dell’oro in esse contenute.

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Materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale 

La seconda tipologia di oro corrisponde al materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale, dunque tutto l’oro destinato a fusione, pronto per essere sottoposto a questo tipo di processo.
Può ad esempio rientrare in questa categoria l’oro recuperato direttamente in natura, allo stesso modo il materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale comprende qualsiasi altra forma di oro prossimo ad essere fuso, ad esempio i semilavorati, a condizione che la loro purezza sia pari o superiore a 325 millesimi.

 

Oro da gioielleria, ad uso ornamentale o destinato ad altro tipo di impiego

La terza categoria di oro è quella dell’oro da gioielleria ad uso ornamentale, ed è sicuramente quella più vasta.
In questa tipologia di oro rientra tutto l’oro non collocabile nelle due categorie già menzionate: l’oro da gioielleria è sicuramente la variante più diffusa, ed è quella che include l’oro impiegato per produrre bracciali, collane, orologi e articoli affini, tuttavia non è affatto l’unica.
L’oro è molto impiegato anche a livello di componentistica elettronica, piccole tracce di questo metallo prezioso possono essere infatti individuate nelle parti interne di computer, smartphone e altri dispositivi tecnologici, come confermato dal fatto che si stanno diffondendo sempre più le attività di recupero di componenti in oro da dispositivi tecnologici ormai destinati ad essere gettati, non bisogna trascurare neppure tipologie di oro meno diffuse, come ad esempio quello che viene impiegato in ambito medico e diagnostico.

 

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Oro da gioielleria: la sua purezza e il suo valore

Quando si parla di oro da gioielleria è molto importante specificare che non tutto l’oro ha il medesimo valore: questo metallo prezioso infatti va distinto in base al suo livello di purezza.
Mentre l’oro da investimento ha una purezza massima, la quale come detto deve essere superiore a 995 millesimi, i livelli di purezza sono di norma molto inferiori nell’oro impiegato per la produzione di gioielli o elementi decorativi.
Per valutare la purezza dell’oro si fa riferimento al carato, specifica unità di misura.
I carati dell’oro spaziano da un minimo di 1 fino ad un massimo di 24: l’oro a 24 carati è l’oro puro al 100%, e come detto si tratta di una tipologia di oro estremamente rara nei gioielli e negli oggetti prodotti in questo materiale.
La lega metallica utilizzata per la produzione di gioielli e articoli affini viene dunque virtualmente suddivisa in ventiquattresimi: se essa è composta da oro per un ventiquattresimo si è in presenza di oro da 1 kt, se lo è per dodici ventiquattresimi saremo davanti a dell’oro 12 kt, e via discorrendo.
Il valore di un gioiello in oro dipende quindi dalla quantità di carati che lo contraddistingue, dal suo peso, ovvero dall’effettiva quantità di materia prima, e ovviamente anche dalla quotazione ufficiale dell’oro.
La quotazione dell’oro varia quotidianamente dunque è soggetta a oscillazioni, tuttavia si può affermare senza esitazioni che il valore dell’oro è assolutamente stabile nel tempo, anzi tende a crescere in modo costante: la storia insegna che le oscillazioni negative che vedono protagonista l’oro hanno solo un carattere temporaneo.